AI Act a Trieste
AI Act per le aziende: che cosa fare, in pratica
Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale riguarda anche chi si limita a usarla, per esempio con ChatGPT. Ecco che cosa chiede oggi alle imprese e come metterti in regola senza complicazioni.

Che cosa prevede
Cosa chiede oggi la normativa alle imprese
Dal 2 febbraio 2025 l'articolo 4 dell'AI Act chiede a chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale di assicurare un livello adeguato di conoscenza dell'AI tra il personale, in base al ruolo e al contesto. Dalla stessa data sono vietate alcune pratiche considerate inaccettabili, come la manipolazione delle persone o l'attribuzione di punteggi sociali. In Italia la legge 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, chiede inoltre di informare i lavoratori quando l'AI viene usata in decisioni che li riguardano.
Le informazioni di questa pagina sono una sintesi divulgativa e non sostituiscono il parere di un legale. Per i casi particolari lavoro insieme al vostro consulente.
Come procedere
Mettersi in regola in quattro passaggi
Un percorso proporzionato alle dimensioni dell'azienda, senza burocrazia inutile.
Inventario
Raccogliamo quali strumenti di AI usa il personale, per fare che cosa e con quali dati.
Valutazione
Verifichiamo se qualche utilizzo rientra tra quelli più delicati, per esempio nella gestione del personale.
Regole interne
Scriviamo una policy chiara: strumenti ammessi, dati da non condividere, chi decide.
Formazione
Un corso per ruolo, documentato con programma ed elenco dei partecipanti.
Situazioni da non trascurare
Quando serve più attenzione
La maggior parte degli usi quotidiani è a basso rischio. Ci sono però alcuni casi da valutare con cura.
Personale e selezione
L'AI usata per selezionare candidati, assegnare compiti o valutare il lavoro rientra tra gli usi ad alto rischio e richiede particolare attenzione.
Dati personali
Quando l'AI tratta dati di clienti o dipendenti valgono anche le regole del GDPR: conviene sapere sempre dove finiscono i dati.
Contenuti generati
Testi, immagini o chatbot rivolti al pubblico: è buona norma dichiarare quando un contenuto o un interlocutore è artificiale.
01.
L'AI Act riguarda anche una piccola impresa?
Sì, se in azienda si usano strumenti di intelligenza artificiale, anche solo ChatGPT o simili. Gli obblighi sono proporzionati: per la maggior parte delle PMI si tratta soprattutto di formazione del personale e regole d'uso chiare.
02.
Che cosa significa "alfabetizzazione in materia di AI"?
È l'obbligo previsto dall'articolo 4: chi usa l'AI deve sapere come funziona, quali sono i suoi limiti e quali rischi comporta, in misura adeguata al proprio ruolo. Si ottiene con una formazione mirata.
03.
Devo informare i dipendenti se uso l'AI?
La legge italiana 132/2025 chiede di informare i lavoratori quando l'intelligenza artificiale viene usata in decisioni che li riguardano, per esempio su assunzioni, compiti, valutazioni o controlli.
04.
Serve una certificazione?
Per gli usi più comuni no. È però consigliabile conservare traccia di ciò che si è fatto: inventario degli strumenti, regole interne e formazione svolta.
Check-up AI gratuito
Mettersi in regola con l'AI Act, senza complicazioni
Nel check-up gratuito facciamo il punto su quali strumenti di AI usa la tua azienda e su che cosa serve per essere in regola.
- 1Compila il moduloSeleziona le attività su cui perdi più tempo, oppure descrivile in poche righe.
- 2Ne parliamoMezz'ora al telefono, in videochiamata o, a Trieste, nella tua azienda. Senza costi.
- 3Ricevi due proposteDue attività in cui l'intelligenza artificiale può aiutarti, con una stima dei costi. Poi decidi tu.

Ti risponde Stefano ColonnaFondatore di Swanet